Il punto sulla morte di Nino, a otto giorni dal decesso al Pronto soccorso di Acireale

NinooQuesto pomeriggio, alle 18, il pubblico ministero Alfio Fragalà, della Procura di Catania,  nominerà il proprio perito di fiducia che dovrà eseguire l’autopsia sulla salma di Nino, deceduto alle 17:56 di giorno 18 all’interno del Pronto soccorso dell’ospedale di Acireale. L’autopsia è un atto fondamentale per il proseguimento dell’indagine giudiziaria (due le persone indagate, per omicidio colposo) e propedeutica alla restituzione della salma ai familiari, che potranno così dare la giusta sepoltura a Nino.

Intanto, sembra essersi svegliato il presidente della Regione, Rosario Crocetta, che ieri ha incontrato il direttore sanitario dell’ASP, Franco Luca, e al termine ha annunciato che “bisogna elaborare un piano ragionevole di riapertura dell’ospedale di Giarre e conseguentemente del pronto soccorso”. L’attenzione mediatica di questa settimana sta dando i primi frutti, insomma. E speriamo che continui, per evitare che quelle di Crocetta possano restare solo parole pronunciate in un momento di “pressione” mediatica per poi finire nel nulla come la promessa delle ambulanze medicalizzate di un anno fa, che nel Giarrese, dopo la chiusura del Pronto soccorso, stanno ancora aspettando. Solo un rafforzamento dei presidi sanitari del territorio, gestiti in maniera efficiente ed efficace, può dare un senso alla tragica ed evitabile morte di Nino e delle tante, troppe vittime di una “malasanità” figlia di sciagurate decisioni politiche palermitane e romane, nonché di una antica e consolidata politica clientelare che bisogna sradicare dalla cultura e dai comportamenti di ciascuno di noi.

Anche l’ASP etnea ha fatto e sta facendo la sua parte: in seguito all’indagine interna, un medico è già stato sospeso dal servizio, in attesa di ulteriori provvedimenti disciplinari, che potrebbero colpire anche altre due persone in servizio al Pronto soccorso di Acireale al momento del decesso di Nino.

Amiche e amici di Nino e dei suoi familiari, consapevoli degli ingenti costi – funerale e procedimento penale – che la famiglia dovrà affrontare, hanno lanciato una raccolta fondi a cui chiunque può contribuire.

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